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Scrivevo articoli in un settimanale
locale.
Determinativi o indeterminativi
che fossero, venivano sempre
pubblicati con corpo 8
in mezzo ad altri corpi otto
.
In un'altra vita
ero gatta cicòva, forse anche
un pò bastarda.
Probabilmente
mi mummificarono, è per
questo che non so più
stare ferma.

Il mio blog, finalmente un luogo
in cui possa parlare liberamente
e scrivere come corpo mi pare.


 

Diario | Warm up | Acido lattico | Cardiofrequenzimetro | Ginnastica facciale | Rubrica | Il GUSTO di essere defizenti |
 
Diario
1visite.

17 ottobre 2011

Lampo

A.A.A. cercasi habitat innaturale con cucina abitabile, sala abitabile, due camere abitabili, due bagni abitabili, un terrazzo abitabile, vicini di casa abitabili.
Dopo tre anni credo di aver trovato finalmente l'agente immobiliare giusto. Scazzato quanto basta, cravatta orribile ma forse posso dirglielo, memoria sufficientemente corta da fargli periodicamente dimenticare di me, chi sono, cosa voglio, perché esisto.
Sabato mattina mi ha dato appuntamento alle nove e un quarto, non lo avrei mai perdonato per questo, poi il suo sguardo nel vuoto e la sua faccia tutta incaccolata mi hanno fatto credere che tra noi lui era quello messo peggio, quindi ho provato a essere contenta.
Insieme a lui, una sua collega comparsa e scomparsa nella fase uno della mia pietosissima ricerca. Quante volte vorrei avere una scatola di cartone in testa...
Entriamo nell'appartamento, arriva il proprietario in ciabatte, ecco che mi sale dallo stomaco il mucco malefico, no dai non posso comprargli casa, non vedi quanto è triste, lì in ciabatte? Tra le sue pareti crepate-ragnatelate-stravissute, io sono l'intrusa. E a confermarmelo spunta un enorme gatto grigio con due bottoni di ambra, sale sul trono e mi travolge carezzevolmente.
Fuori al freddo, mentre io e l'agente falsifichiamo la storia della crisi dell'edilizia dagli anni novanta, lo sguardo mi cade sulla lampo del suo pantalone elegante, scandalosamente aperta. Ho sonno e vorrei ridere.







permalink | inviato da Corpolibero il 17/10/2011 alle 8:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

24 luglio 2010

Cloclò

 

Ho imparato da pochi giorni il verso dei barbagianni. Ora non riesco a riprodurlo in lettere, qui, ma giuro che dopo tutte quelle nottate insonni, io e i barbagianni ci intendiamo parecchio. 
Ora sembrano aver scelto altri sonni da disturbare e, come succede per tutte le cose spiacevoli quando finiscono, mi dispiace. Sarà che d'ora in avanti assocerò il barbagianni al peggior mondiale mai giocato dall'Italia e alla tristezza di viverlo guardando le altre squadre, improvvisando un tifo, fingendo interesse per i loro inni e scimmiottando un occhio critico per il modo di giocare di chissenefrega. 

"Me li sono tagliati". Ecco la risposta che da una settimana sto dando a chi mi chiede cosa ho "fatto" ai capelli. Tutte le volte che succede mi chiedo se la mia risposta sia necessaria e aspetto, prima di aprire bocca. Ma dall'altra parte percepisco come l'attesa di una mia conferma. E' il presupposto per farli continuare, per consentire loro di darmi un parere. Stai bene, stai peggio, stai meglio, sembri questo, sembri quella. 
Per capirci, ora posso anche sembrare un incrocio tra una punk, Julie Andrews, un'adolescente sotto effetto di acidi e una quarantenne post batosta d'amore. Ma fino a settimana fa sembravo Gilbert O'Sullivan. Non che Alone Again non mi piaccia, anzi. Ma il look di Gilbert lasciamolo a Gilbert.

 
Ma non è del mio look che volevo scrivere. Tornando ai versi, lo sai che verso fa la gallina? e il gufo? e il leone? e il barbagianni? e la biella di un auto quando sta andando a pezzi? bene, io arrivo fino al barbagianni. 
Me l'ha detto il meccanico, oggi pomeriggio: "ma non sentivi quel cloclò cloclò dalla macchina?"
E non importa se sulla sua fronte leggevo "povera odiota, sei una donna priva di senso pratico, quindi non capisci niente di macchine e di motori e di sport in generale. Ma per non avvertire neanche il rumore di una biella che stai perdendo per strada, ce ne vuole. Perché non te ne torni a rammendare calzini?". Non importa. Lui ha chiesto, io negato e confermato il suo slogan. "no, non ho sentito... pensavo che fosse il rumore delle gomme nuove. Ma che roba è la biella?" 
Sbigottito come se avessi detto "mi pare che il sole giri attorno alla terra", ha assunto lo sguardo di un padre che si rivolge al figlio handicappato e mi dice "le ruote? ma nooo, le ruote fanno vuuuuum". 
Ricapitolando: la biella fa cloclò, le ruote fanno vuuum e la civetta fa COCOBEO
E il fatto più grave è che credo di non avere nulla di più interessante da dire.




permalink | inviato da Corpolibero il 24/7/2010 alle 0:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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